mercoledì 6 luglio 2011

DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE...

18 pensieri...grazie
Purtroppo, o per fortuna, in questo periodo non ho molto tempo da dedicare a tutte voi, e mi dispiace.
Dico anche per fortuna, perché molto tempo me lo assorbe l'imminente trasloco e il pensiero di dedicarmi alla nuova casa mi piace, poi ci sono le belle giornate estive che ci tengono all'aperto per tante ore e tanto lavoro che, in questi tempi di crisi, è una cosa di cui gioire...poi altri progetti che stanno andando alla grande di cui presto vi parlerò.  Ma pensa e ripensa, c'è una cosa che mi frulla per la testa dallo scorso fine settimana al mare...non posso evitarlo.
Siamo andati a trovare degli amici con i quali siamo stati molto bene, ma c'è stato un attimo, un discorso, in cui il mio umore si è abbuiato e non ho potuto fare a meno di farlo presente ai miei interlocutori.
Si parlava di regali, di sorprese fra coniugi, di gioielli...fino ad arrivare ai diamanti e al fatto che questi amici li adorano e spenderebbero una fortuna per questo (lei ha un'utilitaria al dito regalatale da lui e pagata un occhio...). Insomma, io ho dovuto dire la mia quando ho sentito dire che di fronte ad un gioiello loro si emozionano...e di fronte ai bambini che lavorano nelle miniere africane?! Hanno mai pensato a loro, a come vivono e muoiono?! Io non riesco ad essere indifferente a questo e vorrei che nessuno comprasse diamanti.


DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE, 
DAL LETAME NASCONO I FIORI...

queste le parole di una famosa canzone di Fabrizio De André... ma purtroppo non sempre questo è vero, soprattutto se, fuor di metafora, ci si riferisce a quelle pietre spesso usate come simbolo di "eterno amore".
Uno studio recente condotto dall'Università di Mbuji-Mayi ha censito ben 11.880 bambini cercatori di diamanti  impiegati in 24 cave sulle 99 esistenti nella regione, un'area diamantifera di 10.000 kmq . Si tratta di bambini che hanno lasciato le famiglie nei villaggi a causa della miseria e che sono arrivati in città in cerca di fortuna. Molti si sono trovati a vivere anche a centinaia di km dai villaggi d'origine. Ma giunti qui trovano la stessa miseria che hanno lasciato.

I bambini riuniti in bande  brulicano nelle strade di Mbuji-Mayi, cuccioli cresciuti troppo in fretta (ce ne sono anche di 4 anni), che la miseria e l'ignoranza hanno strappato all'affetto di una famiglia. Si calcola che a Mbuji-Mayi i bambini di strada, shegués, siano quasi  6mila.
La crisi economica del 2008, la chiusura nel 2009 della Miba, la società più importante per l'estrazione dei diamanti, ha acuito questa situazione, facendo precipitare l'economia e innescando il fiorire di decine di miniere  abusive, senza alcuna sicurezza per chi vi lavora.
E' in queste miniere che vengono arruolati i piccoli cercatori di diamanti. E sono questi bambini la parte più fragile della manodopera delle miniere.
Questi piccoli, la maggioranza dei quali ha un'età compresa tra i 9 e gli 11 anni, vivono in ripari di fortuna nella cava stessa. Molti di loro si ammalano, altri subiscono gravi incidenti, altri ancora muoiono sepolti dal fango che coprirà per sempre questo dramma o uccisi dalle guardie che sorvegliano il loro lavoro.
Ai bambini delle miniere spetta il compito di setacciare la ghiaia e di calarsi in gallerie strette e profonde anche 30 metri. Le prime miniere erano cave  a cielo aperto ma lo sfruttamento intensivo e  il diminuire dei depositi alluvionali obbliga a scavare sempre più in profondità cunicoli stretti in cui solo un bambino può infilarsi. A volte passano anche la notte nel grembo di questa terra matrigna. Vengono drogati prima di essere calati nel baratro, sia per aumentare la loro resistenza alla fatica, sia per infondere coraggio.
Alle bambine invece sono affidati altri compiti come l'approvvigionamento  dell'acqua, e il trasporto della ghiaia. Ma molte sono le bambine abusate sessualmente dagli adulti delle cave.
I diamanti sono un oggetto prezioso grazie alle loro proprietà di durezza, di conducibilità, di rifrazione della luce e di tenacia. Già gli antichi Greci conoscevano queste pietre e le spiegazioni che davano sulla loro origine erano duplici: alcuni credevano che i diamanti fossero frammenti di stelle caduti sulla terra, altri pensavano si trattasse delle lacrime degli Dei. Anche oggi i diamanti, nella loro bellezza, possono apparire come un dono del cielo ma senza alcuna difficoltà possiamo anche contemplare in essi le lacrime di Dio sulle  tante piccole  vite strappate all'infanzia, sulle vittime di guerre e ingiustizie che feriscono questo nostro mondo.

Vorrei tanto che ognuno di noi, prima di compiere qualunque gesto, fare un acquisto o qualsiasi altra scelta, si interrogasse sulle conseguenze che ne deriveranno, anche lontane, anche piccole, ma che andranno a toccare altre vite ed altri mondi, che noi probabilmente preferiamo ignorare ma che comunque esistono, soffrono, lottano e spesso soccombono alla legge del più forte.




18 commenti:

le Fate del feltro ha detto...

bel post! belle parole,bei concetti! il mio fidanzato me lo dice sempre che dai diamanti non nasce niente e dal letame nascono i fiori ;)

MariCrea ha detto...

Il tuo cuore sensibile e generoso è uscito ancora una volta allo scoperto...
mi piacerebbe sapere cosa hanno risposto i tuoi amici...
io personalmente neppure me li posso permettere...ma anche se potessi ci pensrei due volte prima di acquistarli...

MammaViò ha detto...

Grazie per questo spunto di riflessione, abbiamo tutti la responsabilità di educare le nuove generazioni verso un consumo consapeviole e etico...e quale miglior modo che dando il bon esempio?? Ora chiamo mio marito e lo ringrazio di non avermi mai regalato diamanti :-))!!

Lilybets ha detto...

..i diamanti della vita sono l'amore ed il bene che fai o ricevi, il resto è solo materia,ma non la pensiamo tutti allo stesso modo.

Paola ha detto...

Io non ne vorrei nemmeno se me lo potessi permettere, ritengo cose veramente inutili questi orpelli da esibizionisti di status simbol a cui associo pellicce & company. Se si pensa che tutti i soldi spesi dal marito per il regaluccio avrebbero potuto strappare più di un bimbo da una vita di stenti e dolore... invece hanno fatto solo arricchire chi già ne ha in abbondanza...
Elena, sei una grande!!!!
un bacio!!

Dona ha detto...

Quanto è vero quello che hai scritto, Elena.... e le tue parole escono dal cuore di una grande, fantastica, Persona. Grazie per questo post...
Un abbraccio
Dona

una sognatrice newyorkese ha detto...

bellissimo post e bellissime parole! pero' devi tener presente che in africa i bambini lavorano...se non vanno in miniera vanno nei campi a lavorare...ho visto un documentario mentre gli adulti lavoravano nei campi i bambini dovevano tenere lontano gli animali feroci e per settimane dormivano all'aperto e questi bambini erano orgogliosi del loro lavoro...non dico che e' giusto ma loro vivono cosi e' la loro mentalita', tradizioni, stile di vita....quando questi bimbi lavorano sono orgogliosi perche' aiutano la famiglia i villaggi in cui vivono... e se poi confrontiamo questi bambini a quelli che crescono in Iraq, Afganistan e peggio ancora in Yemen....bambini terrorizzati dalla guerra e terrorizzati dai propri padri, dal governo!!!e invece noi siamo fortunati e ci lamentiano sempre!!! scusami!!!
Ezia.

cristina ha detto...

Hai ragione Elena...grazie per avere condiviso con noi questo post che fa riflettere e pensare!
Lo condivido su fb!

Raffaella ha detto...

Condivido pienamente i tuoi pensieri Elena... e mi ha colpito molto la frase di De Andrè... che non conoscevo...la copio e la incollo sul mio blog... Un bacione e grazie per questo post che induce alla riflessione...

Debora ha detto...

Belle parole che servono a tutti noi per tornare a vedere le cose con la giusta prospettiva, visto che troppo spesso, io per prima, tendiamo a "chiudere gli occhi".
Deb

Silvia ha detto...

Elena, il tuo pensiero non fa una piega e concordo in pieno con tutto quello che hai scritto... Grazie per aver condiviso queste riflessioni importanti. Le ultime frasi del post sarebbero veramente da incorniciare... oggi più che mai. Un grande saluto

Elena-koaladebista ha detto...

@ sognatrice newyorkese:
Hai ragione, in africa e in altre parti del mondo ci sono bambini che lavorano e sono orgogliosi di aiutare le famiglie...ma un conto è lavorare e un altro è essere sfruttati per arricchire chi ricco lo è già...un conto è essere orgogliosi di poter aiutare la famiglia e un conto è rischiare la propria vita per restare comunque dei poveri disgraziati per permettere a qualcuno di sfoggiare un diamante...e poi nei paesi di cui parliamo le guerre ci sono e spesso questo sporco commercio di pietre preziose serve proprio a finanziarle...
Comunque questo è il mio punto di vista..il punto di vista di una persona semplice che crede si possa fare a meno di cose futili, soprattutto se possederle significa sapere che in qualche posto del mondo qualcuno ha sofferto e continua a soffrire per fartele avere...
un abbraccio.
Elena

una sognatrice newyorkese ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
una sognatrice newyorkese ha detto...

Elena, scusami ma ieri ho scritto andando di fretta...ma io non volevo darti torto...anzi condivido tutto quello che hai scritto...

Cinzia ha detto...

UN post che deve far riflettere...condivido cmq in pieno i tuoi pensieri...gli amici poi come l'hanno presa?
Un abbraccio
Cinzia

Silvia Brentegani ha detto...

GRAZIE Elena! Sai, la mia esperienza di scout, mi ha da sempre abituata a riflettere sulle scelte personali e sulle conseguenze...anche nelle più piccole decisioni (è uno stile di vita)e credo, comunque, che tante persone agiscano con superficialità solo perchè non hanno trovato qualcuno che -con rispetto- le faccia riflettere!!!
Un abbraccio =)
Silvia di toccodililla

sanper47 ha detto...

Condivido in pieno i tuoi pensieri e riflessioni.
Non amo né pellicce né diamanti, purtroppo ci sono moltissime altre cose inutili nelle nostre vite che ad altri costano dolore e fatica. Quando compriamo dovremmo sempre fermarci e pensare.

kemate ha detto...

Condivido il tuo pensiero, ti lascio un link dal sito di Survival che spiega altre tristi conseguenze legate all’estrazione dei diamanti:
http://www.survival.it/popoli/boscimani/diamanti